Dheadbangers Zine 01/06/2003
 
Primo demo per i Planar Evil, gruppo molisano dedito anima e cuore al thrash old style, con qualche strizzatina d'occhio al metal più classico in qualche riff. Non parliamo però di thrash aggressivo e maligno alla Slayer. Piuttosto di quello vicino al sound di band tipo Venom, primissimi Destruction e qualcosa dei primi Metallica. Quindi ritmi meno serrati, riff meno taglienti ma non per questo poco aggressivi, e vocals debitrici nelle melodie all'inconfondibile stile di Schmier, padre padrone della band di 'macellai'. La band nasce nel 2000 per opera di Mark Evil, voce e basso, e Rob, batteria, solo di recente raggiunti alla chitarra da Warhead. Con questa formazione il gruppo ha registrato il cd presso i rinomati Temple of Noise Studios di Christian Ice, a Roma, che sta ormai facendo incetta di band da un po' tutte le parti di Italia. Giusta la scelta dei suoni, che pur essendo chiari e al passo coi tempi, cmq non risultano troppo moderni, rischiando così di allontanarsi dal tipico sound thrash ottantiano. Anche la copertina e lo stile delle foto contribuiscono non poco a riportarci indietro nel tempo, con un artwork tipico delle produzioni di quegli anni. Passando oltre l'intro, un po' inutile, di basso, entriamo nel primo pezzo, la title track, mid-tempo abbastanza orecchiabile. Si nota subito un buon riffing e la voce 'a la Cronos' di Mark Evil. In effetti sono pochi gli up tempo nel corso del cd. I Planar preferiscono premere sull'acceleratore per pochi secondi, solo per rimarcare i cambi di tempo, ma in generale si mantengono su ritmi non sostenutissimi. "In front of the storm" risulta più veloce e anche se, come tutti i brani presenti nel cd, è forse un po' troppo lunga, riesce cmq a risultare abbastanza ricca di cambi e quindi a non annoiare. Buono il lavoro ritmico di Rob alla batteria e bello anche l'assolo in chiusura del pezzo. Con "Only crimes" si torna su toni un po' più cupi, come per la title track. Questo pezzo, insieme a "God illusion", è il mio preferito del cd, forse per via della struttura un po' più ricercata. "Welcome to Transylvania" ci porta alla fine del demo, con un andamento, anche in questo caso, cadenzato, forse ancor più che nei brani precedenti, ma cmq intervallato da accelerazioni in cui ben si piazzano gli assoli di chitarra. "…to rise some sun" è una sorta di outro decadente in cui fa capolino anche la tastiera, suonata sempre da Mark Evil. In definitiva si tratta di un buon demo, con qualche sbavatura qua e là (vedi qualche assolo di chitarra), che cmq non intacca affatto il giudizio, ma che anzi dovrà servire come punto di partenza per migliorare i prossimi brani e renderli ancora più maturi, magari cercando anche di scrollarsi di dosso i fantasmi di Cronos e Schmier, che se da un lato sono ottime fonti di ispirazione, non devono però diventare modelli da ricalcare all'infinito.

 
Voto: 7/10 Recensore: Dulnir

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