HMPortal 04/04/2003
 
Genere: thrash Demo Autoprodotto (2002) Cd di addirittura sei brani per gli esordienti Planar Evil, band thrash metal di Campobasso e attivi già da alcuni anni. A dir la verità la proposta dei tre ragazzi (quattro ora, con l'ingresso recente in formazione di un nuovo bassista) non offre niente di più di quello già proposto mille volte da centinaia di band diverse, tipico old-school thrash degli anni 80 che in questo caso si rifà molto ai Testament. Il gruppo della Bay Area è infatti chiamato in causa per diversi motivi: prima di tutto per il cantato ruvido di Mark, un' incrocio tra Chuck Billy e James Hetfield (anche se con una minore varietà), in secondo luogo per i riffs di chitarra, che spesso richiamano ora le ritmiche più veloci di Peterson, ora certi accordi in mid-tempos tipici dei Metallica dei bei tempi andati. Tuttavia, anche se la proposta, come già detto, non è delle più nuove, la band si afferma soprattutto per attitudine, con brani molto diretti e in your face che sono l'ideale per l'headbanging più sfrenato; purtroppo però dopo pochi ascolti, proprio per la scarsa originalità di "Land Of Doom", il gruppo rischia di finire in quell' immenso calderone di bands capaci solo di copiare i loro maestri senza apportare nulla di nuovo e totalmente proprio alla musica prodotta. Resta tuttavia un buon inizio per una band giovane che deve ancora maturare parecchio, ma le cui capacità tecniche e compositive (nonostante qualche perdonabilissimo errorino), se ben sviluppate, potranno (e lo spero) in futuro portare tante soddisfazioni. Brani sicuramente degni di nota sono la title-track, "God Illusion" e la conclusiva "Welcome To Transylvania…", mentre totalmente anonimo e a mio avviso inutile è l'intro iniziale. Un plauso va, oltre al solito Christian Ice dei Temple Of Noise Studios in quel di Roma (come al solito un lavoro nettamente sopra la media della maggioranza delle produzioni italiane), anche al batterista della band Rob, molto a suo agio in tutti i brani, anche quelli estremamente più tirati, ed è inutile dire che una buona band thrash (che fa del ritmo il suo biglietto da visita) ha nel batterista il vero motore di tutto. I Planar Evil necessitano ancora di maturare, e soprattutto di creare un loro stile distintivo

 
Voto: 63/100 Recensore: Astaroth

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